Il mesotelioma pleurico è un tumore raro. In Italia il mesotelioma raggiunge lo 0,8% di tutti i tumori diagnosticati nell’uomo e lo 0,3% nella donna. Quello pleurico, di cui ci occuperemo in questo articolo, è la forma più frequente (3 mesoteliomi su 4 sono pleurici).
Si tratta del cancro che colpisce la pleura, il sottile tessuto che riveste i polmoni e la parete interna del torace. Si distingue dal mesotelioma del peritoneo che si sviluppa nell’addome e rappresenta la quasi totalità dei restanti casi. E da quelli dei testicoli e del pericardio, che si sviluppa dalla membrana che riveste il cuore. Questi ultimi due tipi di cancro sono molto rari.
Il tumore si sviluppa generalmente per un’alterazione genetica nelle cellule del mesotelio, che portano a una crescita incontrollata delle cellule stesse. La causa, però, non è stata ancora chiarita.
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La quasi totalità dei mesoteliomi è causato dall’esposizione all’amianto. Il materiale è stato utilizzato in Italia fino al 1993, anno in cui è stata eseguita la Legge 257/92 che lo ha finalmente messo al bando.
Purtroppo, nonostante le sue caratteristiche che lo hanno reso perfetto per tantissimi usi, il più importante quello nell’edilizia, è purtroppo https://uvs.cfga.gov.mn/ cancerogeno.
Le sue fibre sono piccolissime e vengono respirate venendo a contatto con le polveri di asbesto, con i materiali deteriorati e possono essere, secondo l’Osservatorio nazionale amianto, anche ingerite. Per questo è fondamentale anche la bonifica degli acquedotti e delle tubature d’acqua contenenti amianto.
Nonostante già negli anni ’40 fosse nota la pericolosità dell’amianto le aziende non hanno rinunciato ad utilizzarlo, perché ignifugo e fonoassorbente. Intanto gli operai cominciavano ad ammalarsi con numeri assolutamente fuori dalla norma, di asbestosi, mesotelioma, ma anche altre patologie asbesto correlate. Poiché il tempo di latenza di queste malattie è molto lungo, anche 30-50 anni, i casi sono continuati ad aumentare negli anni e il picco è previsto per il 2025-2030.
Il numero dei mesoteliomi viene registrato dall’INAIL e i dati si trovano ora aggiornati nel VII rapporto ReNaM. Su amianto e tutti i problemi causati in Italia, invece, l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Ona, ha raccolto dati e soluzioni nel “Libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022“.
Ci sono anche altri fattori di rischio per il mesotelioma, ma sono eventi molto rari: un virus della scimmia, SV40, utilizzato nelle vaccinazioni antipolio tra il 1955 e il 1963; il diossido di torio, sostanza radioattiva utilizzata tra gli anni ’20 e gli anni ’50; le radiazioni a torace e addome e casi di mesotelioma in famiglia.
L’unica prevenzione possibile è evitare ogni esposizione all’amianto, anche ambientale. Per questo l’Ona si batte da anni perché vengano effettuate le bonifiche, non solo dei grandi siti industriali contaminati, ma anche di scuole e ospedali. Tanti edifici pubblici, infatti, contengono ancora amianto. La bonifica è l’unica strada per fermare la strage silenziosa.
Per realizzarla servono ditte specializzate e operai seriamente formati per evitare ogni rischio ed agire sempre in sicurezza. Servono discariche destinate ad hoc che possano gestire questi rifiuti pericolosi e servono, in primo luogo, ingenti finanziamenti.
Il primo sintomo del mesotelioma pleurico è una difficoltà respiratoria, associata alla presenza di un versamento e dolore toracico. Possono essere presenti anche dolore nella parte bassa della schiena o a un lato del torace e sintomi più aspecifici, come debolezza muscolare e perdita di peso.
Per la diagnosi è ovviamente necessario sottoporsi ad esami specifici e in particolare effettuare prelievi di tessuto con differenti metodiche a seconda dell’estensione della malattia.
La toracoscopia videoassistita (VATS) si effettua in anestesia generale. Si procede con una piccola incisione nel torace e l’introduzione di una micro-telecamera per visualizzare la superficie pleurica e prelevare campioni di tessuto. In caso di versamento pleurico è possibile effettuare la totale aspirazione del liquido in modo da indurre l’adesione del mesotelio (pleurodesi o talcaggio), prevenendo così la formazione di nuovo liquido.
Il medico può invece optare per una biopsia TAC guidata. In caso di malattia avanzata o in pazienti con controindicazioni anestesiologiche si può ottenere un campione per l’esame istologico con la guida TAC, in anestesia locale.
Purtroppo l’esito della malattia è spesso infausto. Per questo è fondamentale eliminare il rischio amianto. Negli anni, però, anche con l’aumento dei casi, la ricerca su nuovi farmaci è andata avanti e continua ad ottenere risultati.
Il trattamento della malattia dipende da diversi fattori, dalla sede del tumore, dallo stadio, dall’età e dallo stato di salute del paziente. Comprende la chirurgia, la radioterapia e la chemioterapia. In particolari casi questi metodi possono essere combinati.
La chirurgia è possibile in pochi casi e l’intervento è delicato. È quindi necessario rivolgersi a centri specializzati. Insieme all’operazione viene comunque utilizzata anche la chemioterapia (preoperatoria) ed eventualmente la radioterapia (postoperatoria).
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