Uranio impoverito: rischi per la salute e tutela legale

In questa guida scopriamo nel dettaglio cos’è l’uranio impoverito e quali sono i rischi per la salute. Vediamo anche quali sono i diritti delle vittime dell’UI, che sono numerose tra i militari delle Forze Armate e del Comparto Sicurezza.

Danni alla salute a causa dell’uranio impoverito

Il termine Uranio Impoverito, traduzione dall’inglese di Depleted Uranium, è lo scarto del procedimento di arricchimento dell’uranio nelle centrali nucleari.

Sono particolarmente significative alcune dichiarazioni rese da militari italiani in missione all’estero. Essi testimoniano di aver informato più volte i loro superiori del fatto che le tute indossate dagli appartenenti all’esercito americano ricoprissero interamente il corpo, mentre i militari italiani continuavano ad eseguire gli incarichi con l’ordinaria divisa, consistente in pantaloni e maglietta.

L’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto è in prima linea, insieme al suo presidente, l’Avv. Ezio Bonanni, per la difesa di coloro che hanno subito danni alla salute a causa di esposizione a questo pericoloso cancerogeno durante l’esercizio delle proprie funzioni.

Che cos’è l’uranio impoverito e come si caratterizza?

L’uranio è un metallo pesante che è estratto, in piccole quantità, dalle rocce, dal suolo e dall’acqua. Questo metallo è composto da tre isotopi radioattivi: 235U, 234U e 238U. Il 99,27% è costituito dall’isotopo 238 e viene processato per ricavarne l’uranio arricchito (uranio 235). Dalla miscela di 235U e uranio 238 deriva il combustibile delle centrali nucleari ed è il principale elemento detonante delle armi nucleari. L’uranio impoverito non è altro che lo scarto del procedimento di arricchimento dell’uranio.

Essendo l’uranio impoverito meno radioattivo di altri isotopi di uranio, spesso è stato utilizzato nel settore militare. Si sono create armi uranio impoverito e una tipologia di proiettile uranio impoverito, che ha una notevole efficacia distruttiva. Le munizioni all’uranio impoverito sono state utilizzate dagli aerei americani anticarro A10, in particolare nei conflitti in Bosnia (1995), Kosovo (1998) e Iraq (1991 e 2003). Tra i militari esposti, c’erano anche tantissimi italiani ed erano privi di adeguate protezioni. A oggi sono 369 i deceduti e 7.500 i malati.

L’UI è molto usato per il basso costo e per l’enorme stock. Nel 2002 si calcolavano circa 1milione e 200mila tonnellate di materiale accumulato nei depositi in oltre quarant’anni. L’uranio impoverito si trova nelle munizioni anticarro sia nelle corazze dei cingolati (americano M1 Abrams) in numerosi teatri bellici. In particolare è stato utilizzato nei conflitti che hanno interessato il Golfo e l’area dei Balcani. Inoltre si usò nelle unità addestrative, poligoni di tiro e nelle zone adiacenti distribuite sul territorio nazionale.

Grazie alle sue qualità piroforiche, cioè si accende spontaneamente al contatto con l’aria, quando un proiettile penetra all’interno di un carro armato, produce una fiammata che supera i 3mila gradi centigradi. Le nanoparticelle di metalli pesanti, se ingerite o inalate, sono causa di patologie cancerogene.

Quali sono i rischi per la salute umana?

L’uranio impoverito causa danni ai reni, pancreas, stomaco e intestino. Gli effetti uranio impoverito sono quelli citotossici, carcinogeni e  teratogeni, e provoca circa 400 decessi e più di 4000 malattie per causa di servizio ogni anno.

Nell’ultimo ventennio si è verificato un incremento dei casi di tumori legati all’esposizione a uranio impoverito, in particolare Linfoma di Hodgkin e leucemia. Esiste quindi un nesso di causalità tra esposizione a uranio impoverito e insorgenza di malattie tumorali. Ma la dimostrazione si rende difficoltosa a causa della natura lungolatente delle patologie da uranio.

Inoltre, durante i conflitti sono stati abbattuti anche edifici costruiti con amianto e con componenti in asbesto. Ne è conseguita l’aerodispersione di polveri, inalate poi dai militari. Questo ha provocato l’insorgenza di infiammazioni (asbestosi, placche e ispessimenti pleurici) e gravi patologie asbesto correlate, come il mesotelioma. La relazione tra l’esposizione e l’insorgenza di queste malattie e neoplasie è confermata dall’ultima monografia IARC.

Uranio impoverito e “sindrome dei Balcani”

Con “sindrome dei Balcani” si intende quella lunga serie di uranio impoverito malattie (principalmente linfomi di Hodgkin e non Hodgkin) che hanno colpito i soldati italiani al ritorno dalle missioni di pace internazionale. Dai primi casi risalenti al 1999, ci sono state più di 50 vittime e 500 casi di malattie uranio impoverito.

I vertici militari italiani e la NATO hanno istituito una commissione di inchiesta al Senato proprio per identificare eventuali responsabilità. Lo scopo fu accertare il nesso tra esposizione a uranio impoverito e amianto e i casi di malattie e decessi tra il personale civile e militare.

L’ONU e l’Italia erano informate dell’impiego dei proiettili all’uranio impoverito in Bosnia nel 1994 e nel 1995, anche a seguito di esplicite richieste di chiarimenti da parte italiana. Tuttavia i militari impegnati in questi teatri di guerra sono rimasti privi di informazioni circa il rischio tossico.

Il fenomeno epidemico si è verificato anche tra i militari dell’esercito USA in seguito alla prima guerra del Golfo. Altri casi si sono registrati in alcuni poligoni militari italiani (P.I.S.Q. di Perdasdefogu e di Capo San Lorenzo a Villaputzu), dove è stato riscontrato un drastico aumento di casi di Linfoma di Hodgkin, e nelle zone circostanti Ground Zero.

Da cosa è causata la sindrome dei Balcani?

La “sindrome dei Balcani” è causata, oltre che dalla radioattività dei proiettili all’uranio impoverito, anche dalle microparticelle rilasciate nell’ambiente, a seguito delle esplosioni.

Le microparticelle sono state assimilate dai militari per inalazione o per ingestione. Infatti i vapori sprigionati nelle deflagrazioni e nelle esplosioni possono essere trasportati anche a chilometri di distanza prima di depositarsi nel terreno. Qui il metallo potrebbe entrare nella catena alimentare o inquinare la falda acquifera. La composizione chimica del particolato cambia a seconda se si tratti di un inceneritore, di una bomba all’uranio, o se derivanti da fabbriche di armamenti o raffinerie colpite, determinando anche tipi di inquinamento differenti.

Le microparticelle e l’uranio impoverito, una volta penetrati nell’organismo, provocano infiammazioni che, a loro volta, attraverso il processo della cancerogenesi, portano allo sviluppo di forme tumorali.

La Relazione finale della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sull’uranio impoverito ha confermato le tesi dell’ONA e dell’Avv. Ezio Bonanni, che assistono e tutelano tutte le vittime di uranio del personale civile e militare che hanno subito dei danni alla salute. In particolare l’audizione del 06.12.2017 dell’Avv. Bonanni ha evidenziato come ci sia sinergia tra le plurime esposizioni ad amianto e uranio impoverito e gli effetti nefasti sulla salute umana.

Microparticelle, nanoparticelle e polveri sottili

Le nano-particelle sono così piccole che, in caso di ingestione o inalazione, sono in grado di passare ogni barriera dell’organismo, sia quella polmonare sia quella gastro-intestinale, accumulandosi all’interno del corpo, in particolare nei linfonodi. Le microparticelle sprigionate durante le esplosioni sotto forma di polveri misurano circa 0,1 micron. Una volta inalate, possono arrivare nel sangue in soli 60 secondi, dopo di ché la loro capacità tossica iniza ad agire.

Alcune ricerche scientifiche hanno evidenziato la presenza di particelle contenenti metalli pesanti nei tessuti dei militari reduci dai Balcani e dalla guerra nel Golfo, simili a quelli rinvenuti in alcuni cittadini di Sarajevo. Nel campione di cittadini di Sarajevo analizzati è stato riscontrato che tutti presentavano nano-particelle nei tessuti e tutti avevano contratto un linfoma. Addirittura, una fabbrica del tabacco contaminato da uranio ha fatto riscontrare particelle contenenti uranio nelle sigarette in commercio a distanza di anni.

Patologie da uranio impoverito e da microparticelle

Il tipo di patologia che può insorgere a seguito di esposizione a uranio impoverito e a micro e nano particelle dipende dal tipo e dall’entità dell’esposizione cui si è rimasti vittima, oltre alla modalità di assunzione.

Le malattie dell’apparato gastro-intestinale di solito si sviluppano mangiando alimenti contamianti. Linsorgenza di malattie dell’apparato respiratorio e circolatorio avviene, invece, se inalato. La concentrazione di polveri e microparticelle di uranio si deposita all’interno del corpo umano, contaminando diversi organi, le gonadi e lo sperma, con la possibilità di causare malformazioni nei figli dei militari reduci dai Balcani e dalla Guerra nel Golfo. Si sono riscontrate malformazioni e aborti spontanei nel bestiame della zona di Bratoselce, Borovac e Norce, località vicine a siti bombardati con proiettili ad uranio impoverito.

Lo stesso fenomeno si è registrando nella zona colpita dall’attentato dell’11 settembre, con 180.000 ammalati nella sola Manhattan. Nella coda e nelle ali degli aerei dirottati dai terroristi era, infatti, presente uranio, utilizzato come stabilizzatore. Perfino i cani usati a Ground Zero per la ricerca dei dispersi dopo l’attentato alle Torri Gemelle sono tutti morti dopo nemmeno un anno per tumore ai polmoni.

Correlazione uranio impoverito e vaccini

Come risulta dagli atti della Commissione di Inchiesta della Camera dei Deputati, il programma vaccinale a cui il personale è stato esposto ha costituito motivo di ulteriore rischio.

L’esecuzione di vaccini multipli nell’imminenza della partenza in missione in teatri di guerra ha infatti determinato la depressione del sistema immunitario che, unita a forti fonti di stress, ha accentuato gli effetti lesivi dovuti all’utilizzo di particelle di uranio impoverito.

Diritti degli esposti ad uranio impoverito

Gli appartenenti alle Forze Armate o Comparto Sicurezza, esposti a uranio impoverito e affetti da infermità riconducibili all’attività di servizio, hanno diritto al riconoscimento della causa di servizio e dello status di vittima del dovere, con equiparazione alle vittime del terrorismo, e quindi alle relative prestazioni previdenziali e assistenziali. Ciò permette alle vittime del dovere e ai loro superstiti di ottenere la liquidazione degli stessi importi. L’assegno vitalizio mensile per le vittime del dovere diventa di €500, così come quello delle vittime del terrorismo.

I settori compresi sono l’Esercito, la Marina Militare, l’Aeronautica Militare, Carabinieri, Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria, Polizia Municipale, Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e Guardia di Finanza.

Le vittime del dovere esposte a uranio impoverito hanno anche diritto anche all’integrale risarcimento dei danni. Questo comprende sia i danni patrimoniali e sia i danni non patrimoniali (biologico, morali ed esistenziali).

Sentenze per i diritti delle vittime di uranio impoverito

Il Tribunale di Roma, Sezione Lavoro, con sentenza n. 1741/2019, ha condannato il Ministero a pagare alla vedova e all’orfana di vittima del dovere, deceduto per mesotelioma per esposizione ad amianto e ad uranio impoverito, la differenza tra quanto dovuto e quanto percepito, con quantificazione dell’assegno mensile in €500, oltre alle altre prestazioni (tra cui l’esenzione dal pagamento del ticket per ogni prestazione sanitaria).

Il militare aveva prestato servizio nell’Esercito Italiano come primo maresciallo dal 1961 al 2006,  periodo in cui è rimasto esposto a polveri e fibre di amianto, a nanoparticelle di metalli pesanti e ad altri agenti patogeni e cancerogeni, sprigionati in seguito all’utilizzo di proiettili all’uranio impoverito.

Salvaguardare i diritti degli orfani vittima del dovere

In caso di decesso, i diritti spettano ai familiari superstiti. Si è però verificata una discriminazione per quanto riguarda i diritti dei figli non a carico fiscale della vittima al momento del decesso. Infatti ci si ostina a sostenere che i figli non a carico non avrebbero diritto a tali prestazioni. Questa ingiustizia è stata denunciata dall’Avv. Ezio Bonanni nella sua audizione presso la I^ Commissione Affari Costituzionali del Senato della Repubblica (29.10.2019).

Recentemente, riguardo il riconoscimento dei diritti ai figli di vittima del dovere, che non si trovavano più a carico del familiare deceduto al momento della morte, si è espressa la Corte di Cassazione. In Civile Ord. Sez. 6 Num. 15224 del 2021, la Cassazione ha precisato di non aver assunto ancora nessuna posizione in merito.

Questa problematica trova la sua origine nel fatto che, in diverse occasioni, i Ministeri, tra cui il Ministero della Difesa, negano a questi orfani i propri diritti, se la prestazione è erogata già al coniuge. L’Avvocato Bonanni sostiene che l’art. 6 della L. 466/1980 fa riferimento alla sola speciale elargizione, mentre SS.UU. 22753/2018 è infondata, poiché questa pronuncia fa riferimento ai fratelli e sorelle non a carico, e non riguarda i figli.

La posizione dell’Avv. Ezio Bonanni ha trovato sostegno presso diverse Corti di merito. Per esempio la Corte di Appello di Genova, in funzione di Magistratura del lavoro, n. 575/2019, ha ritenuto non applicabile l’art. 6 della L. 466/1980.

Per questi motivi è importante che gli orfani delle vittime del dovere non a carico continuino la loro battaglia per vedere riconosciuti i propri diritti e impugnare le sentenze negative.

Assistenza ONA agli esposti a uranio impoverito

Le vittime di esposizione a uranio impoverito hanno tutta una serie di diritti che l’ONA, sotto la presidenza dell’Avvocato Ezio Bonanni, è pronta a tutelare. Per questo è possibile richiedere l’assistenza legale gratuita. Inoltre è disponibile anche l’assistenza medica e l’assistenza psicologica, anch’esse gratuite.

L’ONA si batte anche per la prevenzione (primaria, secondaria e terziaria) al fine di evitare ogni forma di esposizione ad agenti cancerogeni e contrastare i futuri danni alla salute.

Per richiedere la consulenza gratuita basta chiamare il numero verde o compilare il form.

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