MCS, sensibilità chimica multipla: cos’è, sintomi e cause

In questa guida scopriamo quali sono i sintomi, le cause e i trattamenti per la MCS. L’Avv. Ezio Bonanni è autore, insieme al prof. Giancarlo Ugazio, di “Patologie ambientali e lavorative. MCS amianto e giustizia”, che tratta approfonditamente di questa sindrome.

MCS è la sensibilità chimica multipla

L’acronimo di sensibilità chimica multipla è MCS malattia insidiosa e, in parte, ancora sconosciuta. La sua presenza è legata a filo stretto al fenomeno dell’inquinamento e alla presenza nei luoghi di vita e di lavoro di agenti chimici. Essi sono in grado di provocare sintomi con cui non è facile convivere, provocati da una malattia che non è facile diagnosticare. MCS sta per Multiple Chemical Sensibility e include una serie di disturbi variegati di natura fisica, che hanno ripercussioni anche psicologiche.

L’ONA–Osservatorio Nazionale Amianto, di cui l’Avv. Bonanni è presidente, si occupa di assistenza medica e assistenza legale alle vittime di questa sindrome e di altre malattie causate dall’esposizione ad agenti patogeni, come l’amianto.

Cos’è MCS sensibilità chimica multipla?

Alcuni prodotti chimici causano reazioni avverse, tra cui allergie. Inoltre alcune persone sono più sensibili di altre a un più ampio spettro di agenti chimici e possono essere vittime della MCS. Tuttavia la sindrome da sensibilità chimica multipla non è riconosciuta in modo unanime dal mondo della ricerca in campo medico.

Infatti alcuni studiosi mettono in dubbio il valore nosologico del quadro sintomatologico. In altre parole considerano la MSC come una sindrome di natura psichiatrica, causata prevalentemente dall’ansia. Altri medici riconoscono, invece, che questi pazienti hanno subito un vero e proprio danno biologico con patologie multiple e multiorganiche.

Le considerano causate da esposizioni a sostanze chimiche, forze elettromagnetiche o altri fattori scatenanti ambientali. In effetti, la sindrome si manifesta solo in seguito all’esposizione ad agenti tossici e nocivi. Essa insorge dopo un’esposizione chimica grave e a breve termine, come una fuoriuscita chimica o un’esposizione a lungo termine.

Criteri di definizione del consenso del 1999

La sindrome MCS (sindrome da sensibilità chimica multipla) è una condizione cronica. Sono 6 gli elementi che definiscono la malattia secondo il consenso del 1999:

  • i sintomi non sono riproducibili;
  • è una condizione cronica;
  • il rischio è presente anche a basse dosi di esposizione chimica;
  • i sintomi si manifestano se esposti a più sostanze chimiche non correlate;
  • sintomi migliorano o si risolvono quando vengono rimossi i prodotti chimici di innesco (incitanti);
  • sono interessati più sistemi di organi.

Le sostanze chimiche e le reazioni nel corpo umano

La sensibilità multipla chimica può essere scatenata da una serie di fattori ambientali. Una volta avviata, può causare reazioni a catena. Può, infatti, influenzare tutti i sistemi del corpo, ma ogni singolo organismo reagisce in maniera differente. La compromissione diviene tanto stabile da indurre un’ipersensibilità di tipo allergico, a diversi prodotti chimici. Di conseguenza si verificano episodi acuti di malattia multi organo in occasione di contatto, anche minimo, alle sostanze incriminate.

L’impatto delle sensibilità ambientali sulle prestazioni dei lavoratori può essere lieve, ma nei casi più gravi si registra una totale compromissione lavorativa. Reazioni allergiche molto forti possono scatenarsi anche a bassi livelli di sostanze chimiche presenti nei materiali di tutti i giorni, come saponi, detergenti, cosmetici e inchiostri per giornali. Secondo l’Avv. Ezio Bonanni e il Prof. Ugazio manca un sistema di prevenzione, basato sulla precauzione nei confronti delle nuove molecole chimiche.

Cause della MCS, sensibilità chimica multipla

Nella maggioranza dei casi, anche se non esclusivamente, MCS è una malattia professionale, causata dall’utilizzo di agenti patogeni quasi sempre di origine antropica. Questi agenti patogeni sono presenti nell’ambiente di lavoro, determinando pericolose esposizioni. Inoltre, sono presenti numerosi agenti patogeni anche nei prodotti alimentari.  

Un altro fattore determinante nell’insorgenza della sensibilità chimica multipla è l’inquinamento dell’aria e la contaminazione dell’acqua potabile.

Lo sviluppo di MCS e l’esposizione ad amianto

Proprio come accade per le vittime di malattie asbesto correlate, ogni anno migliaia di persone si recano nelle strutture mediche che purtroppo non sempre sono adeguate al trattamento di malattie di questo tipo. In entrambi i casi, i lavoratori sono esposti soprattutto negli ambienti lavorativi e, in entrambi i casi, sarebbe opportuno applicare il principio di precauzione e prevenzione.

Evitare le esposizioni nocive è infatti l’unico modo per sconfiggere questo genere di malattie. Inoltre la diagnosi precoce e la possibilità di evitare ulteriori esposizioni nocive sono essenziali tanto per la MCS che per le malattie asbesto, come conferma il Consensus Report di Helsinki.

Un altro fattore che accomuna la sensibilità chimica multipla alle patologie amianto correlate, soprattutto quelle neoplastiche, è spesso l’esito infausto di esse. Questo fattore comune dovrebbe indurre la scienza medica a concentrare maggiore attenzione sulla problematica e puntare soprattutto alla prevenzione primaria, cioè evitare le esposizioni a 360°.

Un altro aspetto che accomuna le due malattie è la mancanza di una soglia di esposizione al di sotto della quale si può essere sicuri.

Quali sono i sintomi più frequenti della MCS?

Quali sono i sintomi della MCS? La sensibilità chimica multipla MCS colpisce ogni individuo in modo differente e coinvolge diversi sistemi di organi. Ci sono però dei sintomi comuni, come:

  • mal di testa;
  • eruzioni cutanee;
  • asma;
  • dolori muscolari e articolari;
  • fatica;
  • perdita di memoria;
  • confusione;
  • elevata sensibilità agli odori;
  • difficoltà di concentrazione.

Come si effettua la diagnosi della MCS? A causa della particolarità della malattia e soprattutto della scarsa formazione medica nel riconoscere le cause e gli effetti delle esposizioni ambientali e le influenze chimiche o elettromagnetiche delle radiazioni sul cervello e sul corpo umano, la diagnosi può richiedere troppo tempo. Per arrivare ad essa, di solito si ragiona per esclusione. Si tiene conto della cronologia dell’esposizione e si utilizzano questionari o test per determinare quali sostanze reali stiano causando problemi. La diagnosi è quindi di solito particolarmente tardiva o imprecisa.

Prevenzione, trattamenti, cura e terapie

Il miglior trattamento per le persone con malattia MCS consiste nell’evitare l’esposizione, laddove possibile, riducendo in maniera drastica il contatto diretto con le sostanze chimiche. Per MCS cura è necessario pianificare ogni azione quotidiana.

La prevenzione rispetto agli allergeni (compresi quelli nell’aria, nel cibo, nell’acqua) è quindi il punto di partenza per combattere e sconfiggere questa malattia. Osservare scrupolosamente le procedure di pulizia ambientale, le diete rotazionali, il miglioramento dello stato nutrizionale, l’immunoterapia, la stimolazione immunitaria, la disintossicazione, ove appropriato, e il trattamento sociale del paziente permette di rafforzare la salute fisica ed emotiva del paziente.

MCS: malattia professionale e risarcimento

La MCS, indipendentemente dalla visione noseologica dibattuta, implica la sussistenza di un danno biologico che si sostanzia in una lesione dell’integrità psicofisica. Le vittime di questa malattia, se l’origine di essa è professionale, hanno diritto alla tutela previdenziale e alle prestazioni INAIL.

Nel caso in cui ci fossero anche delle responsabilità del datore di lavoro, ci sarebbe la possibilità di agire per richiedere l’integrale risarcimento dei danni. Il ristoro comprende i danni patrimoniali (danno emergente e lucro cessante) e quelli non patrimoniali (biologico, morale ed esistenziale).

La procedura di regola consiste, prima di tutto, nella verifica medico-legale, al fine di valutare se procedere con la richiesta di malattia professionale. In caso positivo di riconoscimento, sarà possibile agire per chiedere gli indennizzi previsti dalla legge.

Se si è membri delle Forze Armate o del Comparto Sicurezza si deve richiedere il riconoscimento della causa di servizio e dello status di vittima del dovere.

È possibile ottenere maggiori informazioni sul procedimento e richiedere la consulenza gratuita, medica e legale, chiamando il numero verde o compilando il form.

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