Vittime del dovere: chi sono e quali sono i loro diritti

Chi sono le vittime del dovere? Quali sono i loro diritti? In questa guida scopriamo tutto sullo status di vittime del dovere, la definizione e le elargizioni spettanti. Scopriamo anche quando e in quali casi vale l’equiparazione a vittime del dovere, in particolare per le vittime di esposizione all’amianto e ad altri cancerogeni che, nell’esercizio delle proprie mansioni, hanno contratto una malattia professionale, come il mesotelioma.

Tutele dell’ONA per le vittime del dovere

La vittima del dovere è colui che ha svolto quelle attività per la salvaguardia dei diritti fondamentali della collettività. L’Osservatorio Vittime del Dovere si occupa della loro tutela in caso di infermità subita durante l’esercizio delle proprie funzoni per far valere i loro diritti. Essi possono essere esposti a cancerogeni, come l’amianto. L’ONA- Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avvocato Bonanni sono in prima fila per tutelare le vittime di malattie asbesto correlate sia dal punto medico sia da quello legale. Inoltre è importante la prevenzione primaria, cioè l’evitare qualsiasi esposizione tramite la bonifica dei luoghi contaminati.

Vittime del dovere: definizione e diritti

Tutti i dipendenti pubblici e appartenenti a Forze Armate e Comparto Sicurezza, che hanno subito lesioni permanenti e invalidanti, a causa della propria attività lavorativa, sono considerati vittime del dovere. 

Tra questi figurano i lavoratori impiegati:

  • nel contrasto ad ogni tipo di criminalità;
  • nello svolgimento di servizi di ordine pubblico;
  • nella vigilanza ad infrastrutture civili e militari;
  • in operazioni di soccorso;
  • in attività di tutela della pubblica incolumità;
  • a causa di azioni recate nei loro confronti in contesti di impiego internazionale non aventi, necessariamente, caratteristiche di ostilità. 

In molti casi, i dipendenti pubblici sono stati esposti ad asbesto e ad altri cancerogeni. La loro salute è stata dunque messa a rischio nell’esercizio delle loro funzioni, in condizioni di rischio che eccedono l’ordinarietà. In questo caso si parla di equiparati a vittime del dovere.

Per ottenere il riconoscimento di vittima del dovere è necessario presentare una documentazione clinica e di servizio completa.  Per questi motivi, in questi casi, si configurano specifiche condizioni, a fronte delle quali occorre la tutela legale dei diritti. 

I fattori di rischio per le vittime del dovere

Tra i diversi fattori di rischio possibili sul luogo di lavoro ci sono il radon, l’uranio impoverito, i vaccini e soprattutto l’asbesto (sinonimo di amianto).  La correlazione diretta tra tumori e amianto è stata espressa anche dall’ultima monografia IARC.

There is sufficient evidence in humans for the carcinogenicity of all forms of asbestos (chrysotile, crocidolite, amosite, tremolite, actinolite, and anthophyllite). Asbestos causes mesothelioma and cancer of the lung, larynx, and ovary” 

Il numero di vittime di questo pericoloso cancerogeno in Italia è riportato da Il libro bianco delle morti di amianto in Italia -Ed.2022, ad opera dell’Avv. Ezio Bonanni. Questo testo denuncia anche la grande diffusione di materiali di amianto su tutto il territorio nazionale. È possibile segnalare la presenza di aree contaminate grazie all’APP amianto

L’importanza della prevenzione primaria

Tra le malattie causate dall’esposizione all’amianto, una delle più aggressive è il mesotelioma. La tipologia di mesotelioma più frequente è il mesotelioma pleurico, a cui appartiene il 93% dei casi. Poi, più rari sono il mesotelioma peritoneale, pericardico e della tunica vaginale del testicolo.

In particolare sono stati registrati 530 mesoteliomi solo tra coloro che sono stati imbarcati nelle unità navali della Marina Militare. Questi i dati riportati dal VII Rapporto RENAM sui Mesoteliomi.

L’unica concreta difesa contro il rischio amianto è evitare ogni esposizione. La prevenzione primaria si ottiene quindi tramite la bonifica delle aree contaminate, così come stabilito dal Consensus di Helsinki.

I lavoratori esposti ai danni dell’amianto 

L’esposizione ad amianto, tra i dipendenti pubblici, in particolare quelli della difesa e del comparto sicurezza, è stata sempre molto elevata, anche dopo l’introduzione del divieto di cui alla L. 257/92. 

L’asbesto è stato utilizzato in tutti i sistemi d’arma, nelle installazioni e perfino nelle unità navali, negli aeromobili e negli elicotteri. Quindi ne sono stati esposti i dipendenti delle Forze Armate (Marina Militare, EsercitoAeronautica e Carabinieri) e del Comparto Sicurezza (Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria, Polizia Locale, Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e Guardia di Finanza). 

Con la L. n. 201/2011, la tutela rispetto al rischio di infortunio e malattia professionale è passato all’INAIL anche nei lavoratori del settore pubblico privatizzato. In base all’art. 6 della L. 201/2011 non sono assicurati INAIL i lavoratori delle Forze Armate e del Comparto Sicurezza. In tutti questi casi va quindi fatta richiesta di riconoscimento della causa di servizio. Solo così si avrà diritto all’equo indennizzo, alla pensione privilegiata e potrà essere richiesto il riconoscimento dello status di vittima del dovere. 

Causa di servizio e diritti delle vittime del dovere 

I dipendenti pubblici hanno diritto alla causa di servizio, in caso di infermità per motivi di servizio, con liquidazione dell’equo indennizzo e della pensione privilegiata. Nel caso in cui le infermità siano legate ad esposizione a cancerogeni, tra i quali asbesto, vi è diritto a ottenere prestazioni aggiuntive, sulla base dell’equiparazione alle vittime del dovere. 

Hanno diritto a: 

  • una speciale elargizione da € 200.000, oltre rivalutazione monetaria in ipotesi di inidoneità al servizio o di invalidità non inferiore all’80% (negli altri casi, € 2.000 per punto percentuale, oltre rivalutazione monetaria); 
  • assegno vitalizio mensile di € 500, a condizione che abbiano una lesione invalidante pari al 25%;
  • speciale assegno vitalizio di € 1.033,00 mensili, a condizione che abbiano una lesione invalidante pari al 25%; 
  • due annualità di pensione per gli aventi diritto alla reversibilità; 
  • esenzione Irpef sulle pensioni;
  • assunzione per chiamata diretta con precedenza assoluta rispetto a ogni altra categoria (diritto esteso ai figli o al coniuge in caso di decesso o di invalidità che non consenta la prosecuzione dell’attività lavorativa);
  • esenzione dal pagamento del ticket sanitario; 
  • accesso alle Borse di studio; 
  • assistenza psicologica. 

In caso di decesso del soggetto interessato, tutte le prestazioni maturate da lui dovranno essere erogate ai suoi eredi legittimi. In più, tra i diritti dei familiari superstiti ci sono anche le prestazioni previdenziali e risarcitorie.

Vittime del dovere e la tutela dei superstiti

Le malattie amianto correlate possono causare anche il decesso. Per tali motivi si pone il problema della tutela dei superstiti, con particolare riguardo a quella degli orfani vittime del dovere. Di questo argomento tratta l’episodio di ONA TV: “Mesotelioma nelle Forze Armate e tutela degli orfani“. 

A causa dell’art. 6, comma 1, n. 2 della L. 466/1980, che identifica tra i superstiti solo i figli nel carico fiscale e il coniuge, in molti casi, quando l’orfano non è più nel carico fiscale, l’amministrazione nega il diritto previdenziale. Questo sistema è stato definitivamente superato dal legislatore, per quanto riguarda le vittime del terrorismo. Invece, per quanto riguarda le vittime del dovere, in assenza di una disposizione espressa, spesso si richiama la vecchia normativa. 

L’avv. Ezio Bonanni è riuscito non di rado a ottenere la tutela degli orfani, anche quando non a carico fiscale del defunto. In tali situazioni, infatti, il principio è quello specifico della necessaria non discriminazione delle vittime del dovere. 

Il rigetto si basa sull’art. 6 della L. 466/1980 e su SS.UU. 22753/2018. L’Avvocato valuta, però, entrambi questi appigli irrilevanti e ha ottenuto l’appoggio di diverse Corti di merito. Per esempio, la Corte di Appello di Genova, in funzione di Magistratura del lavoro, n. 575/2019 ha ritenuto, infatti, non applicabile l’art. 6 della L. 466/1980 perché fa riferimento alla sola speciale elargizione. In più, anche l’applicazione di SS.UU. 22753/2018 risulta infondata, dato che questa pronuncia fa riferimento solo ai fratelli e sorelle non a carico.

Recentemente la Corte di Cassazione ha affrontato la delicata questione tramite Civile Ord. Sez. 6 Num. 15224 del 2021. Ma ha dichiarato di non aver ancora una posizione in merito.

Le vittime del dovere e i soggetti equiparati 

Sono soggetti equiparati a vittime del dovere coloro che hanno svolto servizio in condizioni operative disagiate venendo esposti a sostanze cancerogene. 

Quella dell’esposizione a sostanze cancerogene è un tema dolente perché il dato epidemiologico, in particolare per le Forze Armate è sconcertante, come dimostra la relazione finale della Commissione Parlamentare d’Inchiesta della Camera dei Deputati. Tra gli agenti cancerogeni devono essere ricordati, oltre all’asbesto, anche le radiazioni ionizzanti e l’uranio impoverito, per cui è previsto il riconoscimento dello status di vittima del dovere.  

Nei casi in cui tali lesioni siano sopraggiunte durante il compimento del proprio servizio in condizioni di rischio che esulano dall’ordinarietà, si ha diritto anche alla totale equiparazione vittime del dovere. Si fa riferimento alle particolari condizioni ambientali e operative eccedenti l’ordinarietà (art. 1, co. 564, L. 266/2005, e art. 1 del d.p.r. 243/2006), tra le quali l’esposizione ad asbesto, a nanoparticelle per proiettili all’uranio impoverito, a radiazioni ionizzanti: 

per particolari condizioni ambientali od operative, le condizioni comunque implicanti l’esistenza od anche il sopravvenire di circostanze straordinarie e fatti di servizio che hanno esposto il dipendente a maggiori rischi o fatiche, in rapporto alle ordinarie condizioni di svolgimento dei compiti di istituto”. 

I beneficiari dell’equiparazione a vittime del dovere 

La Legge 466/1980 indica che sono equiparati a vittime del dovere: magistrati ordinari, militari dell’Arma dei Carabinieri e del Corpo di finanza, appartenenti alle guardie di pubblica sicurezza e del Corpo degli agenti di custodia, il personale del Corpo forestale dello Stato e del Corpo di polizia femminile. A vittime del dovere equiparazione si aggiungono il personale civile dell’Amministrazione degli istituti di prevenzione e di pena, vigili del Fuoco, appartenenti alle Forze armate dello Stato in servizio di ordine pubblico o di soccorso. 

Tuttavia, la legge è arrivata a includere come equiparati vittime del dovere anche ad altri tipi di vittime. In particolare, questo diritto è riconosciuto a tutti coloro che nell’adempimento di un dovere hanno subito delle infermità, dunque un danno biologico (SS. UU. 22753/2018). Sono quindi compresi i dipendenti pubblici e coloro che non sono dipendenti pubblici, ma hanno svolto un servizio per la PA in esposizione ad amianto o ad altri cancerogeni (Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con Sent. n. 22753/2018). 

Sono “soggetti equiparati” tutti i lavoratori che, per esposizione ad amianto oppure ad altri cancerogeni, hanno subito una lesione biologica da malattia professionale (Cassazione Civile, Sezione lavoro, 4238/2019; Cass., sez. lav., n. 20446/2019). 

Vittime del dovere e risarcimento danni 

Chi è vittima di tali infermità oppure è familiare, in caso di decesso, ha diritto al totale risarcimento dei danni. Perciò vanno ristorati i danni patrimoniali (danno emergente e lucro cessante) e danni non patrimoniali, subiti a causa della patologia asbesto correlata. Questi ultimi sono:

La salute è il diritto più importante (art. 32 della Costituzione), la cui lesione determina gravi pregiudizi anche nell’esercizio degli altri diritti della vittima e dei suoi familiari. L’art. 2087 c.c. e tutte le altre norme di tutela della salute e dell’incolumità psicofisica trovano applicazione anche in favore di coloro che sono dipendenti pubblici e privati delle Forze Armate e del Comparto Sicurezza, del Ministero dell’Interno (Polizia di Stato e Vigili del Fuoco) e del Ministero dell’economia e delle finanze (Guardia di Finanza) e del Ministero della Giustizia (Polizia Penitenziaria), come risulta da Corte di Cassazione, IV Sez. Pen., n. 3615/2016. 

Come ottenere il risarcimento dei danni 

Vi sono differenti strade con cui si può conseguire l’ottenimento di un risarcimento danni, come: 

  • costituirsi parte civile nel processo penale e chiedere la condanna del Ministero, sia esso della Difesa, dell’Interno, o dell’Economica e delle Finanze, in solido con gli imputati, al risarcimento dei danni da reato (lesioni colpose in caso di patologia oppure omicidio colposo in caso di decesso); 
  • esercitare l’azione civile presso il TAR, facendo valere la responsabilità contrattuale per violazione dell’obbligo di sicurezza; 
  • esercitare l’azione civile con azione presso il Tribunale di Roma, chiedendo la condanna del Ministero responsabile, per i profili di responsabilità extracontrattuale e civile da reato. 

In altre parole i militari hanno il doppio binario: TAR per la responsabilità contrattuale e Giudice civile per la responsabilità extracontrattuale (SS.UU. della Corte di Cassazione, n. 95733 del 05.05.2014 in precedenza SS.UU. 3183/2012). 

Il termine di prescrizione per presentare la richiesta di risarcimento è di 10 anni a partire dalla diagnosi, in caso di responsabilità contrattuale del datore di lavoro. Invece negli altri casi è quinquennale. Infine, se integra un reato, la prescrizione è quella del reato per quanto riguarda la responsabilità extracontrattuale.

Assistenza legale gratuita per le vittime del dovere 

L’Osservatorio Vittime del Dovere assiste le vittime del dovere, per ottenere il riconoscimento di tutti i diritti di coloro che hanno sacrificato la vita per gli altri. Grazie all’azione dell’associazione si può ottenere l’assistenza medica, l’assistenza psicologica e l’assistenza legale.

Per ottenere una consulenza gratuita basta chiamare il numero verde 800 034 294 o compilare il form. 

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