Mesotelioma: i diritti dei familiari superstiti

In questa guida scopriamo quali sono i diritti dei familiari superstiti, chi sono gli eredi legittimi e come ottenere tutti i risarcimenti previsti dalla legge.

Familiari superstiti delle vittime di mesotelioma

Data l’aggressività del mesotelioma che, in molti casi, provoca il decesso della vittima, i familiari superstiti diventano titolari di diritti che devono essere salvaguardati.

L’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto e il presidente Avv. Ezio Bonanni sono in prima linea per la tutela non solo della vittima primaria ma anche dei suoi familiari.

Chi sono i superstiti della vittima?

I superstiti sono un gruppo di soggetti che, in seguito al decesso di un proprio congiunto, possono beneficiare della rendita INAIL reversibile e di altri indennizzi e risarcimenti a cui aveva diritto il lavoratore malato. Questi sono:

  • coniuge o parte dell’unione civile, che ha diritto alla rendita del 50% della retribuzione annua o convenzionale;
  • figli, compresi quelli adottivi, affiliati o affidati, ai quali spetta il 20%;
  • orfani di entrambi i genitori oppure dell’unico genitore naturale, inclusi orfani dei genitori divorziati, che hanno diritto al 40% della rendita;
  • genitori, fratelli o sorelle, nella misura del 20%, se conviventi con il defunto.

Vittime di mesotelioma: cos’è e come si contrae

Il mesotelioma è un cancro che colpisce le cellule del mesotelio, un tessuto che riveste la superficie delle membrane sierose che avvolgono la parete interna del torace (pleura), dell’addome (peritoneo), del cuore (pericardio) e del testicolo (tunica vaginale).

A seconda della membrana sierosa coinvolta esiste un tipo di mesotelioma diverso:

Questo tumore del mesotelio si sviluppa in seguito all’esposizione alle fibre di amianto. I minerali di amianto, infatti, si suddividono in fibre via via più sottili, che si disperdono nell’ambiente e vengono inalate o ingerite facilmente. Questi sono l’actinolite, l’amosite, l’antofillite, il crisotilo, la crocidolite e la tremolite.

Una volta inalate o ingerite, le fibre di asbesto danno il via a gravi processi infiammatori (asbestosi, placche pleuriche, ispessimenti pleurici). Successivamente possono evolvere in neoplasie, come il cancro al polmone e il mesotelioma della pleura. Ciò è confermato anche dall’ultima monografia IARC.

Mesotelioma: diagnosi e aspettative di vita

Purtroppo tutti i mesoteliomi sono molto aggressivi. Perciò hanno spesso esito infausto. Tuttavia la diagnosi precoce permette la tempestività delle terapie. Riguardo alla cura del mesotelioma l’ONA ha ideato uno specifico protocollo per la diagnosi e il trattamento. Inoltre un ulteriore approfondimento in materia è dato dalla pubblicazione dell’Avv. Bonanni: “Come curare il mesotelioma“.

L’ONA ha dato vita anche al servizio di assistenza medica gratuita e a un vero e proprio dipartimento dedicato ai malati di mesotelioma e ai loro familiari.

Infatti, nonostante la messa al bando dell’amianto, sinonimo di asbesto, con la L.257/92, la strage continua dato che non vi è nessun obbligo di bonifica. Il numero dei casi di mesotelioma in Italia è in continuo aumento, come riporta il VII rapporto RENAM e l’Avv. Ezio Bonanni in “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia-Ed.2022“.

L’unico modo per contrastare qualsiasi danno alla salute è evitare l’esposizione (prevenzione primaria), come afferma il Consensus di Helsinki. L’ONA ha così istituito l’App amianto per permettere ai cittadini di segnalare i siti contaminati, evitare il rischio amianto e contribuire alla mappatura.

I diritti dei familiari superstiti della vittima

In caso di morte della vittima di mesotelioma di origine professionale, i familiari superstiti hanno diritto a tutte le prestazioni INAIL e alle prestazioni previdenziali a cui aveva diritto il congiunto. Inoltre possono richiedere anche il risarcimento integrale di tutti i danni subiti, come eredi e in prima persona, durante l’assistenza alla vittima e a causa della morte del familiare.

Perciò la rendita INAIL è reversibile agli eredi legittimi del deceduto, così come tutti i diritti, benefici maturati in vita e risarcimento danni amianto eredi defunto.

Diritto alla rendita INAIL per i familiari superstiti

Le prestazioni INAIL consistono in una prestazione economica a favore di chi ha contratto una malattia professionale allo scopo di indennizzare il danno biologico subito per cause lavorative e la conseguente diminuzione di reddito e della capacità lavorativa, causata dall’invalidità.

L’INAIL, Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro, è un ente pubblico non economico che si occupa di erogare prestazioni ai lavoratori che subiscono infortuni sul lavoro o malattie professionali. Le prestazioni economiche INAIL amianto, tranne l’indennità temporanea e l’integrazione della rendita diretta, non sono soggette a tassazione, non sono pignorabili né cedibili.

Gli eredi legittimi possono ottenere la rendita vitalizia INAIL ai superstiti ,anche nel caso in cui la vittima non era stata riconosciuta in vita come affetta da malattia professionale e non beneficiava ancora della rendita INAIL per malattia professionale. Infatti la pensione INAIL è reversibile. Grazie al dipartimento di medicina legale dell’ONA può essere refertata la riconducibilità della morte alla malattia professionale, per ottenere così la tutela dei diritti dei congiunti superstiti. La rendita INAIL agli eredi consiste, in questo caso, anche nella liquidazione in loro favore di quanto eventualmente maturato dal congiunto prima di venire a mancare.

Calcolo rendita di reversibilità ai familiari superstiti

Come avviene il calcolo per la liquidazione rendita INAIL? Con il provvedimento del 04.12.2020, sono stati emessi i decreti del Ministero del Lavoro che hanno rivalutato le prestazioni dell’INAIL. Si parte, quindi, da una retribuzione che è considerata pari a 25.106,52 euro, per i lavoratori dell’industria, mentre per gli autonomi sono 16.636,20 euro.

Il coniuge superstite ha diritto alla reversibilità della rendita INAIL fino alla morte o a un nuovo matrimonio. La rendita di reversibilità erogata al coniuge è calcolata sulla base della retribuzione massima convenzionale del settore industria, nella misura del 50%.

I figli della vittima, invece, hanno diritto a percepire la rendita INAIL di reversibilità fino all’età di 18 anni. Se si è studenti la prestazione è prolungata fino all’età di 21 anni o 26 anni per gli studenti universitari. Oltre questa eccezione, dopo i 18 anni questo diritto spetta solo a quei figli orfani che al momento del decesso erano conviventi con il genitore e che sono privi di un lavoro retribuito. Questa prestazione INAIL è pari al 20% per ciascun figlio. Tuttavia l’entità complessiva delle prestazioni non può superare il 100% di quanto sarebbe spettato al lavoratore defunto, calcolando anche il 50% che spetta al coniuge.

Per quanto riguarda gli orfani di entrambi i genitori, a ciascun figlio spetta il 40%. Dello stesso importo è anche la prestazione dovuta ai figli naturali riconosciuti e ai figli di genitori divorziati, sempre con il tetto massimo del 100% della prestazione originaria.

Infine, nel caso di assenza di coniuge e figli, i genitori, anche quelli adottivi, e i fratelli e le sorelle hanno il diritto alla rendita nella misura del 20%.

Iter amministrativo per la richiesta della rendita

Il procedimento per la richiesta della rendita INAIL ai superstiti differisce dalla richiesta di rendita INAIL alle vittime ancora in vita. Nei casi in cui la rendita non fosse stata già costituita, è necessario raccogliere le prove dell’esposizione ad amianto.

Nel caso di mesoteliomi, tumore al polmone, cancro alle ovaie, alla laringe e asbestosi l’onere della prova è a carico dell’INAIL. Infatti, dato che queste patologie sono riconosciute nella Lista I dell’INAIL tra le patologie asbesto correlate ad elevata probabilità di origine lavorativa, viene applicato il criterio di presunzione legale di origine. Si presume quindi il nesso causale tra esposizione lavorativa e malattia, in caso di presenza di asbesto sul posto di lavoro.

I superstiti aventi diritto devono presentare la domanda INAIL di accredito della rendita di reversibilità presso la sede competente, tenendo conto del domicilio del lavoratore deceduto. Una volta ottenuto il riconoscimento della morte quale evento causato dalla malattia professionale, la rendita INAIL è reversibile.

Altre prestazioni destinate ai familiari superstiti

Oltre alla rendita vitalizia INAIL di reversibilità in ratei mensili, che si somma alla pensione di reversibilità INPS, i superstiti hanno diritto ad altre prestazioni.

Per esempio gli eredi possono fare richiesta per i benefici contributivi amianto, al fine di rivalutare la pensione di reversibilità. Attraverso l’esibizione all’INPS del certificato INAIL di esposizione all’amianto, infatti, la pensione reversibile INPS viene rivalutata con il coefficiente 1,5. In questo modo i contributi per il periodo di esposizione ad amianto hanno un valore aggiuntivo del 50%.

Il diritto al Fondo Vittime Amianto

I superstiti possono richiedere anche il Fondo Vittime Amianto. Infatti, nel caso di riconoscimento di malattia professionale per esposizione ad asbesto, l’INAIL aggiunge alla rendita di reversibilità anche la prestazione aggiuntiva del Fondo Vittime Amianto, dal valore del 15%.

In caso di mesotelioma, ne hanno diritto anche le vittime di esposizione ambientale e domestica. In questi casi la prestazione è una tantum di 10.000 euro.

Oltre al grado di invalidità, è necessaria la cittadinanza italiana e l’assenza di condanne penali che non vada oltre i 2 anni.

Assegno funerario ai familiari superstiti

In base all’art. 85 del d.p.r. 1124/1965, i superstiti possono presentare la domanda amministrativa INAIL per ottenere l’assegno funerario dell’INAIL, del valore di 10.050 euro. L’assegno funerario è una prestazione erogata una tantum, per le spese sostenute per il funerale del lavoratore deceduto per malattia professionale.

La condizione è che sussistano i requisiti di titolarità della rendita o che abbiano anticipato le spese del funerale (art. 85 co. 4 del DPR 1124/65).

Il superstite deve presentare la domanda alla sede INAIL competente, in base al domicilio del lavoratore deceduto, tramite sportello oppure per posta ordinaria. L’ONA offre assistenza gratuita nella richiesta dell’assegno funerario INPS.

Speciale assegno continuativo mensile ai superstiti

Lo speciale assegno continuativo mensile INAIL è erogato in favore del coniuge e dei figli dei lavoratori, già titolari di rendita diretta INAIL e deceduti per cause indipendenti dall’infortunio o dalla malattia professionale, a condizione che il grado invalidante fosse non inferiore al 65% (fino al 2006). Per i casi successivi al 2006, la menomazione all’integrità psicofisica non deve essere inferiore al 48%.

I potenziali aventi diritto, per ottenere lo speciale assegno continuativo mensile, non devono percepire rendita INAIL, prestazioni economiche previdenziali o altri redditi (escluso il reddito della casa di abitazione), di importo pari o superiore a quello dell’assegno speciale.

La quota per il coniuge è pari al 50%, fino alla morte o a un nuovo matrimonio. Mentre a ciascun figlio spetta il 20%, fino ai 18 anni (per gli studenti fino a 21 anni oppure 26, se studenti universitari, viventi a carico e senza un lavoro retribuito). In caso di decesso di entrambi i genitori, la quota parte spettante è pari al 40% per ciascun figlio orfano e del 50% per ciascun figlio inabile, finché dura l’inabilità.

Erogazione integrativa di fine anno

L’erogazione integrativa di fine anno è una prestazione economica corrisposta ai grandi invalidi, reversibile ai familiari superstiti della vittima. Spetta a chi ha grado di inabilità tra 80% e 100%, valutato in base alle tabelle allegate al Testo Unico (d.p.r. 1124/1965).

È concessa anche a chi ha grado di menomazione tra il 60% e 100%, valutato secondo le tabelle di cui al d.m. 12 luglio 2000, dal 1 gennaio 2007, a condizione che il reddito personale non superi i limiti stabiliti ogni anno dall’INAIL.

Diritto al brevetto e distintivo d’onore

Il brevetto e distintivo d’onore sono prestazioni di natura economica e onorifica. Ogni anno l’INAIL consegna brevetti e distintivi d’onore ai grandi invalidi.

Il requisito é il grado di inabilità tra 80% e 100%, valutato in base alle tabelle allegate al testo Unico (d.p.r. 1124/1965) oppure il grado di menomazione tra il 60% e 100%, valutato secondo le tabelle di cui al d.m. 12 luglio 2000, dal 1 gennaio 2007.

Spettano anche ai mutilati del lavoro, con grado di inabilità tra 50% e 79%, valutata in base alle tabelle allegate al t.u., oppure grado di menomazione tra 35% e il 59%, valutato secondo le tabelle di cui al d.m. 12 luglio 2000, dal 1 gennaio 2007.

Risarcimento dei danni per i familiari superstiti

La rendita di reversibilità INAIL ai superstiti non è che un mero indennizzo del danno patrimoniale da diminuite capacità di lavoro e del danno biologico. Gli eredi legittimi della vittima hanno diritto all’integrale risarcimento dei danni, quindi al risarcimento del danno differenziale.

Il danno differenziale, a carico del datore di lavoro, comprende tutti i danni patrimoniali (danno emergente e lucro cessante) e i danni non patrimoniali (di natura biologica, morale ed esistenziale), subiti dalla vittima e liquidati agli eredi.

I danni iure hereditario consistono nella liquidazione del danno integrale, subito dalla vittima deceduta, agli eredi legittimi. Tuttavia i superstiti hanno diritto anche alla liquidazione dei danni iure proprio, subiti loro stessi per la malattia e la morte del loro congiunto.

Ai fini della deduzione e della prova dei danni, mentre per quelli iure hereditario si dovrà tener conto della rendita, per quelli iure proprio, le prestazioni INAIL non devono essere scomputate. Ciò è stato, più volte, chiarito dalla Corte di Cassazione, tra cui Cass., Sez. lav., n. 30857/2017.

Diritti negati agli orfani di vittima del dovere

In caso si sia orfani di vittima del dovere, spesso la giurisprudenza non riconosce i diritti che spetterebbero se quando è avvenuto il decesso del familiare, non erano a carico fiscale e se la prestazione è erogata già al coniuge della vittima.

Il rigetto dei diritti si basa sull’art. 6 della L. 466/1980 e su SS.UU. 22753/2018. Tuttavia, l’Avvocato Bonanni valuta entrambi questi appigli irrilevanti e ha ottenuto l’appoggio di diverse Corti di merito. Per esempio, la Corte di Appello di Genova, in funzione di Magistratura del lavoro, n. 575/2019 ha ritenuto, infatti, non applicabile l’art. 6 della L. 466/1980 perché fa riferimento alla sola speciale elargizione. In più, anche l’applicazione di SS.UU. 22753/2018 risulta infondata, dato che questa pronuncia fa riferimento solo ai fratelli e sorelle non a carico.

Recentemente la Corte di Cassazione ha affrontato la delicata questione (Civile Ord. Sez. 6, N. 15224 del 2021). Ma ha dichiarato di non aver ancora una posizione in merito. Perciò l’Osservatorio Nazionale Amianto continua la sua azione di tutela e invita tutti gli orfani di vittima del dovere non a carico a proseguire nelle loro richieste e ad impugnare le sentenze vittime del dovere risultate negative.

Assistenza per le vittime e i familiari superstiti

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha predisposto il servizio di assistenza legale gratuita dedicato sia alle vittime di malattia professionale sia ai familiari. Grazie al team coordinato dall’Avv. Bonanni si tutelano tutti i diritti dei superstiti, come ottenere la rendita di reversibilità.

È possibile richiedere la propria consulenza gratuita chiamando il numero verde o compilando il form.

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