Placche pleuriche: cosa sono e sorveglianza sanitaria

In questa guida scopriamo cosa sono le placche pleuriche, come si originano, quali sono le cause e qual è il protocollo da rispettare per evitare l’evoluzione in neoplasia.

Tutela delle vittime di placche pleuriche

Le placche pleuriche sono delle lesioni alla pleura, una membrana sottile che riveste i polmoni. Infatti due tuniche sierose avvolgono i polmoni in doppio strato e, al loro interno, si trova il liquido pleurico.

La causa principale di questo danno alla salute è l’amianto. A tale proposito l’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avvocato Ezio Bonanni ritengono fondamentale la prevenzione primaria. In altre parole l’unico modo per scongiurare qualsiasi danno alla propria salute è evitare ogni esposizione all’asbesto.

Inoltre, per chi ha già contratto le placche pleuriche o altre malattie asbesto correlate, l’associazione mette a disposizione un servizio gratuito di assistenza medica e assistenza legale.

Le placche pleuriche: cosa sono e dove si sviluppano?

La placca pleurica è una lesione alla pleura e colpisce tipicamente la pleura parietale. Si verificano nel 60% dei lavoratori esposti all’asbesto. Perciò è fondamentale l’anamnesi lavorativa, cioè la verifica di eventuali condizioni di rischio.

Queste infiammazioni sono la prima fase di un più ampio processo che può arrivare anche alla cancerosi della pleura. Di conseguenza, queste placche ai polmoni possono anticipare la diagnosi di mesotelioma della pleura. Il mesotelioma è un tumore maligno molto aggressivo. Per tale motivo, è importante che chi ha ricevuto la diagnosi delle placche effettui continui controlli sanitari (sorveglianza sanitaria).

Queste lesioni, infatti, dimostrano l’elevata e prolungata esposizione a polveri e fibre di amianto. Sussiste, quindi, un rischio anche di insorgenza di altre neoplasie. Le fibre di asbesto sono altamente cancerogene e, oltre alle lesioni cicatriziali irritative della pleura parietale di natura fibrotica, provocano anche vari tumori, come quelli che hanno origine nell’apparato respiratorio ( per esempio tumore del polmone e della laringe) e in quello gastrointestinale (come tumore dello stomaco e del colon retto).

Esami per la diagnosi delle placche alla pleura

Le placche colpiscono tipicamente la pleura parietale, tra la 5a e la 9a costa bilateralmente, oppure vicino al diaframma. La diagnosi delle infiammazioni di questa parte del corpo presuppone, innanzitutto, degli esami strumentali, come l’RX e la TC del torace. Tuttavia, nella RX torace, strisce di grasso possono essere confuse con placche pleuriche. Invece la TC è in grado di distinguere la malattia pleurica dal grasso.

La presenza di placche pleuriche aumenta la probabilità del verificarsi del mesotelioma. Quindi risulta necessario effettuare una valutazione diagnostica per escluderne la malignità (TAC, PET, RMN, esami funzionali, endoscopici e bioptici più invasivi).

La calcificazione della placca è molto comune e può portare a un’errata diagnosi di malattia polmonare grave se sovrapposta radiologicamente ai campi polmonari. A tal fine, la TC risulta sicuramente lo strumento diagnostico ideale per differenziare la malattia pleurica dalla patologia parenchimale.

Placche pleuriche sintomi frequenti

Le placche pleuriche sono spesso asintomatiche ma, in alcuni casi, possono portare a difficoltà respiratorie e senso di soffocamento. Inoltre, inizialmente, i sintomi possono risultare minimi, ma, successivamente, possono insorgere il versamento pleurico, più marcate difficoltà respiratorie e pleurite.

In particolare, i versamenti pleurici benigni da amianto sono generalmente unilaterali e si verificano da 15 a 45 anni dopo l’esposizione iniziale all’amianto. Con il tempo possono risolversi da soli, perciò non predicono da soli il rischio di malignità.

Tra le malattie non neoplastiche da esposizione all’amianto, le placche pleuriche sono sicuramente tra le più diffuse, come testimonia lo studio “Prevalence and incidence of benign asbestos pleural effusion in a working population“. Poi ci sono:

  • placche fibrose, come quella polmonare, che consiste in un ispessimento diffuso che colpisce la pleura viscerale insieme a quella parietale;
  • atelettasia rotondeggiante, una manifestazione benigna dell’ispessimento pleurico in cui un’invaginazione della pleura all’interno del parenchima può intrappolare del tessuto polmonare, causando atelettasia.

Amianto, unica tra placche pleuriche cause

L’amianto costituisce l’unica causa di questa patologia. Le placche pleuriche da amianto possono essere causate infatti da esposizione:

  • ambientale, cioè la vicinanza a cave aperte di amianto o luoghi contaminati;
  • professionale, quando si lavora in settori a rischio;
  • professionale inconsapevole, cioè quando si verifica l’esposizione in soggetti impegnati in attività lavorative non esplicitamente connesse alla presenza dell’asbesto.

Nel caso in cui vi siano diagnosticate placche pleuriche da asbesto è raccomandato un controllo annuale praticato con una normale radiografia del torace, salvo casi diversamente indicati dallo pneumologo. Inoltre si dovrà astenersi dal fumare. Infatti il fumo di sigarette agisce sinergicamente con l’amianto ed è quindi un fattore che concorre ad aumentare anche di decine di volte il rischio di insorgenza del mesotelioma nelle vittime. 

I danni alla salute dell’amianto in Italia

La correlazione tra amianto e tumore è confermata dall’ultima monografia IARC. La letteratura scientifica ha infatti dichiarato la pericolosità dell’amianto e la sua comprovata capacità di causare mesoteliomi e altre gravi patologie.

Questo fenomeno mostra tutta la sua gravità in Italia, uno dei passati maggiori produttori di amianto. La situazione di emergenza è delineata dall’Avvocato Bonanni in Il libro Bianco delle morti di amianto in Italia -Ed.2022. Inoltre tratta della situazione amianto in Italia anche il VII Rapporto RENAM sui Mesoteliomi. Approfondisce, invece, la grave emergenza amianto in Sicilia, il secondo episodio di ONA TV: “Amianto emergenza ambientale – il caso industrie meccaniche siciliane“.

Placche pleuriche: assistenza legale e indennizzo INAIL

Le placche pleuriche sono causate solamente dall’esposizione all’asbesto. Perciò, in caso di diagnosi, vi è la prova diretta di un’avvenuta esposizione a tali sostanze. In tali circostanze, occorre avviare la procedura di riconoscimento INAIL malattia professionale. Grazie al supporto medico legale dell’ONA, è possibile ottenere la certificazione con la quale avviare la procedura di riconoscimento.

Per quanto riguarda le placche pleuriche INAIL le include nella Lista I. Perciò vi è la presunzione legale d’origine. Ciò vuol dire che è sufficiente provare la presenza di amianto nell’ambiente lavorativo per essere riconosciuti come vittime.

Le prestazioni INAIL si distinguono in base al grado invalidante riconosciuto. Se la percentuale è inferiore al 6%, è prevista una franchigia INAIL. Invece, se il grado invalidante è dal 6 al 15%, sussiste il diritto all’indennizzo, mentre, a partire dal 16%, vi è diritto alla rendita.

Per chi ha ottenuto il riconoscimento della rendita INAIL si ha diritto anche alla prestazione aggiuntiva del  Fondo Vittime Amianto, del valore del 15% della rendita.

Benefici contributivi e prepensionamento per le vittime

Nel caso in cui siano state riconosciute le placche pleuriche come malattia asbesto correlata professionale, si ha il diritto ai benefici contributivi amianto con l’art. 13, co. 7, L. 257/92. Così, la posizione contributiva è rivalutata con il coefficiente 1,5, valido sia per il pensionamento sia per l’adeguamento delle prestazioni pensionistiche liquidate.

Nel caso in cui, invece, non vi è la maturazione del diritto a pensione, si può decidere di chiedere la pensione di invalidità amianto ai sensi dell’art. 1, co. 250, L. 232/2016. Con la Circolare INPS n. 34 del 09.03.2020 si dettano le linee guida per i malati di patologie asbesto correlate per ottenere il prepensionamento amianto. Va precisato, però, che la pensione d’invalidità non è cumulabile con la rendita INAIL.

Placche pleuriche nelle Forze Armate e Comparto Sicurezza

I dipendenti civili o militari delle Forze Armate e del Comparto Sicurezza, che abbiano contratto le placche pleuriche di origine professionale, possono richiedere il riconoscimento della causa di servizio e dello status di vittima del dovere. In questo modo si ha diritto all’accredito dell’equo indennizzo e della pensione privilegiata. A questi benefici si aggiungono anche:

  • speciale elargizione (€200.000);
  • assegno vitalizio (€500 mensili, con l’equiparazione alle vittime del terrorismo);
  • speciale assegno vitalizio (€1033 mensili);
  • liquidazione delle prestazioni di vittima del dovere in favore dei familiari con equiparazione.

Diritto al risarcimento danni alle vittime

Le vittime colpite da placche pleuriche hanno il diritto di richiedere l’integrale risarcimento dei danni al datore di lavoro. L’integrale ristoro comprende i danni patrimoniali (danno emergente e lucro cessante) e non patrimoniali (biologico, morale, esistenziale). La quantificazione di questa tipologia di danni avviene sulla base delle Tabelle del Tribunale di Milano. Tuttavia il ristoro può essere personalizzato in base al caso specifico.

Infine l’entità del risarcimento prevede lo scomputo dell’indennizzo INAIL per poste omogenee. Il termine di prescrizione per presentare la richiesta di risarcimento al Giudice del Lavoro è di 10 anni a partire dalla diagnosi. Questo vale se la responsabilità del datore di lavoro è contrattuale. Negli altri casi è quinquennale e, se integra un reato, la prescrizione è quella del reato di riferimento. Però, attraverso la messa in mora, è possibile interrompe il decorso della prescrizione.

Placche pleuriche: tutela legale gratuita

L’Osservatorio Nazionale Amianto assiste tutti i lavoratori e i cittadini per la diagnosi, terapia e la cura delle placche pleuriche correlate all’esposizione ad asbesto e per la tutela dei loro diritti. Offre assistenza medica e assistenza legale gratuita alle vittime di esposizioni a sostanze nocive. Infatti difende da decenni le vittime di esposizione a fibre di asbesto permettendo loro di percepire gli indennizzi previsti dalla legge.

Tuttavia è importante anche far in modo che ogni esposizione a questo cancerogeno sia evitata, grazie all’incentivazione della bonifica dei luoghi contaminati. Evitare l’esposizione è il modo più efficace per preservare la propria salute, come testimonia il Consensus di Helsinki.

Uno strumento importante a tal proposito è anche l’APP amianto, utile al censimento della presenza di amianto nel nostro Paese. Capire quali sono i siti contaminati è fondamentale per garantire la prevenzione e la tutela dei diritti, raggiungendo la prova dell’esposizione a tali sostanze.

Chiamando il numero verde 800 034 294 o compilando il form è possibile ricevere tutte le informazioni necessarie ad una prima consulenza gratuita.

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